Le classi 2^A e 2^E dell’indirizzo tecnico C.A.T. dell’I.I.S. “Arimondi-Eula”, il giorno 9 maggio scorso, accompagnate dai docenti prof.ssa Francefoto6sca Portera, prof. Fantino Matteo e prof. Ferrara Alessio hanno effettuato, nell’ambito della disciplina Tecnologie e Tecniche di Rappresentazioni Grafiche, dotati di caschetto e imbrago, una particolare e “adrenalinica” visita didattica al Santuario di Vicoforte Mondovì, capolavoro del Barocco piemontese la cui cupola ellittica risulta la più grande del mondo e la quinta per dimensioni. Le classi hanno inaugurato la quinta edizione del progetto Magnificat curato dall’associazione Kalatà di Mondovì che ha permesso di vivere un’emozione straordinaria di scoperta del luogo e di avventura abbinandola sapientemente alla valenza culturale della visita. Si poteva scegliere tra due percorsi. 1) il percorso breve,costituito da 130 gradini su scale a chiocciola e stretti corridoi che offre una suggestiva vista sia all’interno del Santuario, sia dalla balconata a circa 23 metri di altezza dove si apre uno scenario  sul panorama circostante  con la vista sulle montagne 2) il percorso lungo, di 266 gradini tra scale a chiocciola e scale a pioli, con cui si raggiunge prima la base della cupola, poi la lanterna a 75 metri di altezza e dalla quale si ha una magnifica e ravvicinata vista degli oltre 6000 mq di affreschi della cupola (si tratta dell’opera a tema unico più estesa al mondo!). Poi si sale ancora con l’aiuto di moschettoni agganciati ad un binario metallico su una scala verticale interna ad un contrafforte, per arrivare nel sottotetto con orditura in legno e infine più su ancora, all’esterno sopra il tetto con vista mozzafiato!  In questo percorso gli studenti sono stati dotati dei sistemi di sicurezza previsti, cioè di caschetto e imbrago e sono stati preparati a superare i tratti più insidiosi del percorso con simulazioni a terra, prima della visita. Le guide hanno quindi accompagnato ragazzi e insegnanti all’interno del santuario lungo gli originali camminamenti riservati alle maestranze che nei secoli hanno costruito la chiesa, e lungo nuovi tratti di collegamento, e usufruendo di pannelli con grafiche esplicative predisposte ad hoc, hanno spiegato  la storia di questo luogo così ricco di arte: infatti tutta la costruzione è stata edificata intorno a un quadro votivo di ringraziamento per la fine di un’epidemia che ritrae la Madonna con il Bambino risalente al XV secolo circa che è ancora presente al centro della basilica.

Scesi a terra questi giovani futuri geometri hanno commentato: “Siamo rimasti affascinati sia dalla magnificenza  del complesso Regina Montis Regalis, dagli affreschi, dall’architettura e dalla sua storia, sia dalla forte dimensione emozionale e di estremo coinvolgimento con cui è stato possibile ammirare in modo alternativo e moderno un’opera architettonica di così grande valore artistico : è un’ esperienza che non dimenticheremo, anzi la consigliamo a tutti “.foto3

Il percorso è aperto al pubblico dal 6 aprile fino al 3 novembre 2019.